«Speravo di ricevere un segno, quella notte. Attendevo una
stella cadente capace di indicarmi la direzione.»
Ho scritto Blues alle cose perdute lo scorso ottobre, attingendo a un paio di idee che già da qualche anno mi turbinavano in mente. Avevo pensato a una storia racchiusa nell'isolamento delle ferie cittadine, quando Milano si svuota quasi del tutto, che potesse dare un'atmosfera semi onirica; in più, avevo l'immagine di questo lampadario a cui si fulminano le lampadine scandendo lo svolgersi di un dramma intimo.
Nonostante ciò, non riuscivo a trovare la nota giusto per riunire queste idee e dar loro la forma di una storia. Ho ricevuto, quindi, una spintarella dal destino: in quel mese, infatti, è uscito il singolo Bad at love del duo Smith & Myers. La canzone, come fanno spesso le colonne sonore della nostra vita, mi ha dato la giusta melodia con cui dar senso a quelle idee sparse.
Pur essendo San Valentino, oggi, regalo un racconto dolceamaro sulle occasioni perdute, soprattutto sugli amori per cui non ci si è battuti abbastanza e perciò ci insegnano a non dare più qualcuno per scontato.

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