Il testo che segue ĆØ stato redatto come postfazione alla prima edizione digitale, nel 2016.
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La libertà è il miraggio dell'uomo. Una fonte dissetante laddove si è costretti a soffocare le proprie aspirazioni pur di sopravvivere. Ignorare la fame e la sete, ridurre al minimo gli sforzi. Si rinuncia, fino a quando rimane soltanto il dovere e non si percepisce nemmeno più la volontà di proseguire. à facile, nella traversata, dimenticarsi che i miraggi non sono altro che illusioni. Si rincorre un sogno tendente all'infinito.
Quando incontra Salvo, Francesca è persa nel proprio deserto e vaga alla ricerca di un miraggio, unica cosa in grado di dissetarla nel periodo più arduo della sua esistenza. Il desiderio è ciò di cui sente più la mancanza. La possibilità di sognare e di ottenere grazie alle proprie capacità traguardi e soddisfazioni sempre nuovi.
Francesca sogna di concludere gli studi sostenuta dall'affetto dei familiari e di intraprendere il lavoro al quale ha dedicato sforzi, momenti di sconforto e speranze. Quando le sue aspirazioni più grandi le vengono negate il mondo le crolla addosso, un calcinaccio dopo l'altro, e lei si ritrova seppellita dalle macerie. Comincia a sentirsi in colpa per aver anche solo desiderato e a ritenere i sogni un lusso riservato alle persone meritevoli. Crede di non essere degna di realizzarsi nella vita. Smette di inseguire un futuro diverso, di cercare nuove opportunità e di ascoltare i propri bisogni. Ignora la fame e la sete, riduce al minimo gli sforzi. Inizia a subire la vita. à un guscio inerme all'esterno ma ribollente di frustrazione all'interno. Il suo miraggio è la libertà . La libertà di sognare, di meritare persino qualcosa di impossibile come le fragole a novembre. Se non addirittura l'amore.
Scopre, però, di non essere la sola a incamminarsi verso quel miraggio.
Salvo ĆØ un artista, intrappolato in una solitudine autoinflitta. A causa dell'insofferenza nei confronti dell'umanitĆ ha chiuso le porte del proprio mondo a chiunque, ha persino scordato come relazionarsi con le persone. Ormai misantropo, ha un solo modo per rimanere se stesso proteggendosi al tempo stesso dall'esterno: la fantasia.
E la fantasia ĆØ la danza che intraprendono Salvo e Francesca, rincorrendo una libertĆ effimera ma capace di riunire i cocci delle loro esistenze, per tornare a conoscersi, a desiderare e ad amare. Tuttavia, si rendono presto conto che persino la fantasia ha dei limiti e di essere giunti ai confini con l'arida realtĆ , dove dovranno scoprire se saranno abbastanza forti da creare un'oasi nel deserto.
I temi di Fragole a novembre sono emanati dalla stessa Francesca che, tramite la cornice narrativa dello speed date, si confessa a Sergio e, indirettamente, al pubblico. I numerosi cambi di scena necessari per seguire l'alternarsi del racconto permettono allo spettatore di visualizzare in modo immediato gli eventi che hanno condotto Francesca a quel momento, nel tentativo di alleggerire e, in qualche modo, svecchiare l'utilizzo del solo monologo.
Il finale ambiguo lascia al pubblico la possibilitĆ di preferire, secondo i propri ideali ed esperienze, una sfumatura o l'altra. Questa scelta non ĆØ fatta per ingannare, ma per accentuare il retrogusto dolce amaro che accompagna le vicende di Francesca.
Fragole a novembre vuole essere una dichiarazione d'affetto all'inebriante esaltazione che nasce dal lasciarsi corteggiare dalla propria fantasia.
Fino al punto di perdervisi.


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