Fragole a novembre - Weirdo.

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domenica 1 novembre 2020

Fragole a novembre

 

«Mi aveva sfidato. E aveva vinto. Senza muovere un muscolo, solo lasciandomi crollare davanti ai suoi occhi e godendo della mia imperfezione.»


Non ĆØ semplice per me scrivere questo post.

Fragole a novembre è uno dei miei scritti più travagliati, quello di certo ad aver visto più edizioni ufficiali. Scritto nel corso del 2014, l'ho "sacrificato" dapprima soltanto in digitale come punto di partenza per un progetto poi naufragato quasi subito e, in seguito, anche in cartaceo per il rilancio della casa editrice Adiaphora Edizioni. Da queste prime pubblicazioni del 2016 e dopo vari tentativi nel proporlo a compagnie teatrali della zona, è rimasto per lo più nel cassetto senza aver ottenuto riscontri concreti.
Il teatro, di per sĆ©, ĆØ la passione che più soffro: non ho avuto occasioni di frequentare teatri se non durante gli anni universitari a Milano e non ho mai trovato professionisti o corsi che mi potessero dare una formazione definitiva sulla stesura di testi teatrali (non mi interessa recitare, anche se mi ĆØ piaciuto farlo in due o tre occasioni tra amici). 

Nonostante la sfortuna e la delusione, sono sempre stata convinta che Fragole a novembre abbia davvero qualcosa d'importante da dire e mi sono chiesta se semplicemente non fossi stata capace di esprimerlo al meglio. Perciò nell'ultimo anno, l'ho revisionato da cima a fondo.
Oltre ai dialoghi veri e propri, chi ha conosciuto le precedenti edizioni troverà grossi cambiamenti: per esempio, Diana, la sorella della protagonista, non è più lesbica ma cova un tormento ben diverso e più profondo sin da bambina.

Durante la revisione ero indecisa se mantenere la formattazione per il teatro oppure scrivere un adattamento per il cinema. Alla fine, ho scelto la pura sperimentazione: entrambi. Infatti, il testo che troverete scaricabile a calce di questo post ha una formattazione unica, un po' teatro e un po' screenplay grazie al programma gratuito Trelby. Non è diviso in atti e nemmeno ci sono indicazioni di transizione, così da poter essere adattato in base a chi lo voglia portare sul palco (o sullo schermo). Una formattazione basic, insomma.

Ho deciso di renderlo disponibile a tutti perchĆ© mi piacerebbe, come sempre, ricevere più feedback possibili e permettere a eventuali professionisti di poterlo consultare e utilizzare per esercizi o saggi durante i corsi di teatro. Nel caso desideraste metterlo in scena, per favore: contattatemi, fatemelo sapere. Sarò felice di sostenervi.
 
Per altri contenuti: Cosa scrivo


DOWNLOAD (PDF)

- clicca sulla cover -


P.S. La cover ĆØ una rielaborazione della prima edizione del 2016. Foto di Luke Chesser da Unplush.

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